Ipoglicemia, malattie cardiovascolari e mortalità nel diabete: epidemiologia, patogenesi e gestione

L’ipoglicemia è un pericoloso effetto collaterale del trattamento con l’insulina che può determinare alterazioni delle  funzioni cerebrali, con importanti ripercussioni sulla vita delle persone. I risultati di questo studio hanno suggerito che l’ipoglicemia è associata ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità.

L’ipoglicemia è stata definita dall’American Diabetes Association (ADA) come una bassa concentrazione, anormale, di glucosio plasmatico che espone l’individuo a potenziali danni; essa è associata a diverse conseguenze negative, con ripercussioni sulle attività quotidiane e sulla qualità della vita sia dei pazienti che dei loro familiari. 

Dal 1979, è stato stimato che, nel Regno Unito, l’ipoglicemia ha causato il 4% dei decessi di tutte le persone con diabete di età inferiore ai 50 anni; tuttavia questo rapporto potrebbe essere stato sottostimato, poiché non sono state considerate le morti per infarto miocardico e altre cause che potrebbero derivare da aritmie cardiache ipoglicemiche, studi più recenti hanno infatti dimostrato una maggiore prevalenza di decessi causati dall’ipoglicemia.

La review ha esaminato l’epidemiologia dell’ipoglicemia e delle malattie cardiovascolari sia in generale che in particolari sottogruppi di popolazioni come ad esempio:

  • Anziani e persone con comorbilità
  • Gravidanza
  • Bambini e adolescenti

Ha identificato i potenziali meccanismi che il corpo umano mette in atto come risposta a un episodio ipoglicemico. L’organismo attiva una risposta di difesa contro-regolatoria che coinvolge più sistemi e porta all’attivazione del sistema nervoso simpatico, ciò determina un elevato stress sistemico, con effetti emodinamici, pro-infiammatori e pro-aterotrombotici, che potrebbero causare aritmie cardiache.

Infine ha posto le basi su come affrontare il problema nella normale pratica clinica; i medici che prescrivono insulina e sulfoniluree devono spiegare e preparare i pazienti ad un eventuale episodio di ipoglicemia che potrebbe verificarsi quando questi farmaci vengono utilizzati, essi devono essere in grado di riconoscere, anticipare e trattare l’ipoglicemia.

Un rigoroso controllo dei livelli di glucosio nel sangue, sin dall’esordio della patologia, riduce la mortalità, nonostante un aumento del rischio di ipoglicemia.

 

Link: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2213858718303152

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Centro Regionale FarmacoVigilanza Sardegna

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