L’uso eccessivo di antibiotici nell’arco della vita è associato a malattie cardiovascolari?

Uno studio di coorte pubblicato sull’European Heart Journal mette luce sulla associazione tra uso di antibiotici per lunghi periodi di tempo nelle fasce di età più avanzate e il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.

 

È un dato di fatto che gli antibiotici vengono prescritti spesso in maniera inappropriata. Oltre a contribuire al fenomeno dell’antibiotico-resistenza, ciò significa anche esporre inutilmente i pazienti ad eventi avversi da farmaco.

La Società Europea di Cardiologia ha commissionato un articolo con l’obiettivo di valutare le conseguenze a livello cardiovascolare di un uso prolungato di antibiotici nell’arco della vita. Lo studio è stato eseguito in una coorte composta da 36000 donne, inizialmente non affette da patologie cardiovascolari.

Alcune classi di antibiotici sono associate al prolungamento dell’intervallo QT e torsioni di punta, potenziali cause di aritmie fatali; altri ancora stimolano la proliferazione e l’attività dei macrofagi, il che potrebbe indurre aterosclerosi. Inoltre, l’uso di antibiotici tende a modificare il cosiddetto microbiota intestinale, aumentando la prevalenza di batteri patogeni e riducendo contestualmente il numero di batteri probiotici, elementi associati ad anomalie di tipo cardio-metabolico.

Alcuni studi (ma non tutti) hanno evidenziato un’associazione tra macrolidi e morte cardiaca improvvisa, soprattutto in pazienti con preesistenti malattie quali coronaropatia, arteriopatia periferica, infezioni o polmonite.

Nello studio in oggetto, è stato preso in esame un periodo di follow-up di 8 anni per ciascun soggetto; la popolazione è stata stratificata sulla base dell’esposizione agli antibiotici (nessuna, meno di 15 giorni, dai 15 giorni ai 2 mesi, più di 2 mesi) e secondo le fasce d’età 20-39 anni, 40-59 anni, >60 anni.

Risultati

Le donne che avevano utilizzato antibiotici per periodi più lunghi avevano una probabilità più alta di appartenere a profili di rischio cardiovascolare più sfavorevoli, avendo in genere una familiarità per infarto miocardico, un body mass index più elevato, anomalie metaboliche (es. ipertensione, ipercolesterolemia e diabete); inoltre, questi soggetti facevano più spesso uso di altri farmaci.

Le tre cause più comuni per la prescrizione dell’antibiotico sono state le infezioni respiratorie, le infezioni urinarie e le procedure dentali.

L’esposizione agli antibiotici per lunghi periodi nella seconda e terza fascia d’età è associata ad aumento di malattie cardiovascolari, con un hazard ratio nel caso di esposizioni superiori ai 2 mesi di 1.44 per l’età avanzata e 1.39 per l’età adulta.

 

Heianza Y. et al. “Duration and life-stage of antibiotic use and risk of cardiovascular events in women”
European Heart Journal, 2019  doi:10.1093/eurheart/ehz231

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