Vitamina D e mortalità

BMJ logo 2014Una meta-analisi condotta dal grande consorzio europeo e statunitense per gli studi di coorte sulla salute e l’invecchiamento: il Consortium on Health and Ageing Network of Cohorts in Europe and the United States (CHANCES).

 

 

Obiettivi

Il lavoro studia l’associazione tra le concentrazioni di 25-idrossivitamina D (25-OH vitamina D) nel siero e la mortalità, con particolare attenzione a età, sesso, stagione e differenze nazionali.

Metodi

Si tratta di una meta-analisi dei dati di otto studi di coorte prospettici provenienti da Europa e Stati Uniti. Sono stati inclusi nello studio 26.018 uomini e donne di età compresa tra 50-79 anni.

Gli esiti da valutare erano la mortalità per tutte le cause, cardiovascolare e per cancro.

Risultati

La concentrazione di 25-OH vitamina D variava fortemente, in base alla stagione (più alta in estate), al Paese (più alta negli Stati Uniti e nel nord Europa) e sesso (maggiore negli uomini), ma non è stata osservata nessuna tendenza coerente con l’età. Durante il follow-up, sono morti 6.695 partecipanti allo studio; tra questi, 2.624 sono morti di malattie cardiovascolari e 2.227 di cancro. Per ciascuna coorte e analisi, sono stati definiti quintili con valori specifici di cut-off per la coorte ed i sottogruppi. Confrontando i quintili, è risultato un rapporto di rischio pooled di 1,57 (IC 95% 1,36-1,81) per la mortalità per tutte le cause. Il rapporto di rischio per la mortalità cardiovascolare è risultato simile a quello per la mortalità per tutte le cause, in soggetti con e senza una storia di malattia cardiovascolare. Per quanto riguarda la mortalità per cancro, l’associazione è stata osservata solo tra i soggetti con una storia di cancro (tasso di rischio 1,70, 1,00-2,88). L’analisi utilizzando tutti i quintili suggerisce una curva dose-risposta inversa e curvilinea, per i rapporti di cui sopra. Non sono state rilevate forti differenze specifiche per età, sesso, stagione o paese. L’eterogeneità è risultata bassa nella maggior parte delle meta-analisi.

Conclusioni

Nonostante i livelli di 25-OH vitamina D fortemente variabili per paese, sesso e stagione, l’associazione tra 25-OH vitamina D e mortalità per tutte le cause e mortalità causa-specifica era molto coerente. Sono attesi i risultati di un lungo studio randomizzato controllato riguardante la longevità prima che l’integrazione di vitamina D possa essere raccomandata alla maggior parte degli individui con bassi livelli di 25-OH vitamina D.

B. Schöttker, R. Jorde, A. Peasey, B. Thorand, E. HJM Jansen, L. de Groot, M. Streppel, J. Gardiner, J. M. Ordóñez-Mena, L. Perna, T. Wilsgaard, W. Rathmann, E. Feskens, E. Kampman, G. Siganos, I. Njølstad, E. B. Mathiesen, R. Kubínová, A. Pajak, R. Topor-Madry, A. Tamošiūnas, M. Hughes, F. Kee, M. Bobak, A. Trichopoulou, P. Boffetta, H. Brenner. Vitamin D and mortality: meta-analysis of individual participant data from a large consortium of cohort studies from Europe and the United States. BMJ 2014; 348 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.g3656 (Pubblicato il 17 Giugno 2014)

 

Link

http://www.bmj.com/content/348/bmj.g3656

 

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